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Politics Consulting | Scoppio su rimorchiatore nel porto di Crotone, tre morti

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CROTONE. – É di tre morti ed un ferito grave il bilancio di un incidente verificatosi nel tardo pomeriggio nel porto di Crotone. C’è stato uno scoppio, per cause in corso d’accertamento, nella sala macchine di un rimorchiatore, battente bandiera maltese, che era ormeggiato nello scalo per l’effettuazione di lavori di manutenzione. L’esplosione ha investito in pieno i componenti dell’equipaggio che stavano effettuando i lavori, tre dei quali sono deceduti sul colpo mentre un quarto é rimasto ferito ed è stato ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale di Crotone

CROTONE. – É di tre morti ed un ferito grave il bilancio di un incidente verificatosi nel tardo pomeriggio nel porto di Crotone. C’è stato uno scoppio, per cause in corso d’accertamento, nella sala macchine di un rimorchiatore, battente bandiera maltese, che era ormeggiato nello scalo per l’effettuazione di lavori di manutenzione. L’esplosione ha investito in pieno i componenti dell’equipaggio che stavano effettuando i lavori, tre dei quali sono deceduti sul colpo mentre un quarto é rimasto ferito ed è stato ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale di Crotone.

Ad esplodere, secondo quanto é emerso dai primi accertamenti dei vigili del fuoco, sarebbe stata la bombola di una saldatrice che le vittime stavano utilizzando per effettuare i lavori. I corpi di due vittime sono stati scaraventati, a causa dell’esplosione, sulla banchina del porto, mentre il terzo cadavere é stato trovato in mare. I morti sono due indiani ed un egiziano.

In un primo tempo si era diffusa la notizia di quattro dispersi a causa dello scoppio. Successivamente é stato accertato che le quattro persone date in un primo tempo per disperse, in realtà, erano scese dalla nave. Tutto si é chiarito così quando i quattro sono stati rintracciati. Sul posto, per coordinare le operazioni di soccorso, il comandante dei vigili del fuoco di Crotone, Giuseppe Bennardo. Lo scoppio é stato avvertito in una larga zona della città malgrado il rimorchiatore fosse ormeggiato in una zona periferica del porto.

La Procura della Repubblica di Crotone ha aperto un’inchiesta per ricostruire la dinamica dell’accaduto ed accertare eventuali responsabilità. Sul posto il sostituto procuratore Alessandro Rho, che ha diretto l’attività dei vigili del fuoco e sentito le persone che si trovavano a bordo del rimorchiatore. Le indagini sono state delegate alla Squadra mobile della Questura di Crotone, che ha acquisito la documentazione di bordo e tutti gli elementi testimoniali e tecnici utili per le indagini.

La Procura della Repubblica sta verificando, in particolare, il rispetto delle condizioni di sicurezza per gli operai che stavano effettuando i lavori di manutenzione. Per questo motivo sono stati sequestrati la saldatrice, le parti utilizzabili per gli accertamenti della bombola che é esplosa e tutto il materiale tecnici che può rivelarsi utile per le indagini. Il rimorchiatore su cui si é verificato lo scoppio, secondo quanto si é appreso, era al servizio delle piattaforme al largo di Crotone per l’estrazione del metano.

La tragedia ha colpito profondamente la città di Crotone, un tempo sede di importanti stabilimenti industriali, oggi dismessi, e per questo vicina alle categorie anche meno abbienti di lavoratori. Il dolore della città di Crotone per la tragedia é stato espresso dal sindaco, Vincenzo Voce, che ha parlato “di fatto gravissimo e tristissimo. Un episodio – ha aggiunto il sindaco Voce – che coinvolge ingiustamente chi cerca di guadagnarsi la pagnotta e poi perde la vita in questo modo tragico. Un fatto assolutamente tragico perché le norme sul lavoro, anche quelle più semplici da rispettare, non vengono rispettate affatto. Crotone si stringe al dolore della famiglie per questa vicenda drammatica”.

“Davvero terribile la tragedia accaduta oggi nel porto di Crotone – scrive su Twitter il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra – Ancora persone che hanno perso la vita sul lavoro. Non bisogna abbassare la guardia sulla sicurezza in ogni settore. È una questione di civiltà e di rispetto per la dignità di ogni essere umano”.

(di Ezio De Domenico/ANSA)